Il Santo Rosario

il santo è la preghiera mariana per eccellenza, in esso il cristiano contempla i misteri della vita di Gesù, nostro Salvatore, e per interecessione di sua Madre Maria si apre sempre più alla grazia soprannaturale.

Il Rosario è una preghiera spiccatamente contemplativa. Privato di questa dimensione, ne uscirebbe snaturato, come sottolineava Paolo VI: «Senza contemplazione, il Rosario è corpo senza anima, e la sua recita rischia di divenire meccanica ripetizione di formule e di contraddire all'ammonimento di Gesù: "Quando pregate, non siate ciarlieri come i pagani, che credono di essere esauditi in ragione della loro loquacità" (Mt 6,7). Per sua natura la recita del Rosario esige un ritmo tranquillo e quasi un indugio pensoso, che favoriscano nell'orante la meditazione dei misteri della vita del Signore, visti attraverso il Cuore di Colei che al Signore fu più vicina, e ne dischiudano le insondabili ricchezze». (Giovanni Paolo II, Rosarium Virginis Mariae, 12).

Come si recita
si usa pregare:
i
Misteri Gaudiosi il lunedì e il sabato,
i
Misteri Luminosi il giovedì,
i
Misteri Dolorosi il martedì e il venerdì,
i
Misteri Gloriosi il mercoledì e la domenica.

Per introduzione si dice un Credo sul crocifisso, un Padre nostro sul primo grano, tre Ave Maria sui tre grani successivi per chiedere di crescere nella fede, nella speranza e nella carità, e un Gloria al Padre. Oppure: «O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto» e un Gloria al Padre.

Poi si enuncia il primo mistero, per esempio, se si stanno recitando i misteri gaudiosi, si dice: «Nel primo mistero gaudioso si contempla l'Annunciazione», si possono leggere alcuni versetti della Bibbia seguiti da un momento di silenzio, si può dire una preghiera, si può leggere una meditazione. Indi sul quinto grano si dice il Padre nostro e sui dieci grani successivi l'Ave Maria meditando il mistero, si conclude la decina con il Gloria (che nella recita pubblica può essere cantato). Si può dire la preghiera di Fatima:

«Quando pregate il Rosario, dite dopo ogni mistero: Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia»;

si può dire una preghiera volta ad ottenere i frutti del mistero. Si ripete la stessa cosa per i misteri successivi. In conclusione si dice la Salve Regina, un Padre nostro, Ave Maria e Gloria per le intenzioni del Papa e per l'acquisto delle sante indulgenze. Si possono dire le Litanie Lauretane.

Salve, o Regina, madre di misericordia;
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva:
a te sospiriamo gementi e piangenti
in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci dopo questo esilio Gesù,
il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

Si dica un Pater, un Ave e Gloria secondo le intenzioni del Pontefice e per l'acquisto delle sante Indulgenze legate al Rosario .

Sotto la tua protezione troviamo rifugio,
santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche
di noi che siamo nella prova,
e liberaci da ogni pericolo,
o vergine gloriosa e benedetta.

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen!

Misteri del Rosario

I misteri del Rosario sono venti, cinque gaudiosi, che ricordano la vita di Gesù e di Maria fino all'inizio della vita pubblica: l'Annunciazione, la Visitazione, la Nascita di Gesù, la Presentazione di Gesù al Tempio, il Ritrovamento di Gesù nel Tempio; cinque luminosi, che ricordano la vita pubblica di Gesù: il Battesimo di Gesù, le Nozze di Cana, l'Annuncio del Regno di Dio, la Trasfigurazione, l'Istituzione dell'Eucaristia; cinque dolorosi, che ricordano la sua passione: l'Agonia di Gesù nel Getsemani, la Flagellazione, la Coronazione di Spine, la Salita di Gesù al Calvario con la Croce, la Crocifissione e Morte di Gesù; cinque gloriosi, che ricordano la sua risurrezione e la gloria di Gesù e di Maria: la Risurrezione di Gesù, l'Ascensione di Gesù al Cielo, la Discesa dello Spirito Santo, l'Assunzione, l'Incoronazione di Maria Vergine.
Se si recita solo un Rosario di cinque decine al giorno, si usava recitare i misteri gaudiosi il lunedì, i dolorosi il martedì, i gloriosi il mercoledì, poi di nuovo i gaudiosi il giovedì, i dolorosi il venerdì, i gloriosi il sabato, la domenica si recitavano i misteri gloriosi. Con l'avvento dei misteri luminosi il giovedì si recitano questi ultimi e il sabato si recitano i misteri gaudiosi.


Evidenzia la traccia del rosario che vuoi recitare e poi premi il tasto prega:





Dalla lettera apostolica del Papa Giovanni Paolo II:


(del 16 ottobre 2002)

Rosarium Virginis Mariae

n. 1 – Il Rosario, pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico.
n. 2 – Con esso il popolo cristiano, si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo.
n. 3 – Recitare il rosario, non è altro che contemplare con Maria il volto di Cristo.
n. 10 – Alla contemplazione del volto di Cristo nessuno si è dedicato con altrettanta assiduità di Maria
n. 11 – Maria ripropone continuamente ai credenti i misteri del suo Figlio.

n. 22 - Il Rosario sceglie alcuni momenti della vita di Gesù inducendo l’orante a fissarvi lo sguardo del cuore e a riviverli.
n. 12 - Il Rosario, proprio a partire dalla esperienza di Maria, è una preghiera spiccatamente contemplativa.
n. 13 – Il contemplare di Maria è innanzitutto un ricordare.
Occorre tuttavia intendere questa parola nel senso biblico della memoria, che attualizza le opere compiute da Dio nella storia della salvezza… Questi eventi non sono soltanto un ieri, sono anche l’oggi della salvezza.

n. 16 – Il Rosario è insieme meditazione e supplica.
n. 17 – Il Rosario è anche un percorso di annuncio e di approfondimento. … e una significativa opportunità catechetica.

Rosario, metodo caratteristico, basato sulla ripetizione:
n.18 - La ripetizione dell’Ave Maria costituisce l’ordito sul quale si sviluppa la contemplazione dei misteri: il Gesù che ogni Ave Maria richiama, è quello stesso che la successione dei misteri ci propone, di volta in volta, Figlio di Dio e della Vergine
n. 33 – L’Ave Maria è l’elemento più corposo del Rosario – le sue parole – esprimono l’incanto di Dio stesso nel contemplare il suo capolavoro – l’incarnazione del Figlio nel grembo verginale di Maria … il ripetersi nel Rosario dell’Ave Maria, ci pone sull’onda dell’incanto di Dio: è giubilo, stupore, riconoscimento del più grande miracolo della storia.

Alcuni consigli pratici
n. 26 – La meditazione dei misteri di Cristo è proposta nel Rosario con un metodo caratteristico, atto per sua natura a favorire la loro assimilazione. E’ il metodo basato sulla ripetizione… - per comprendere il Rosario, bisogna entrare nella dinamica psicologica che è propria dell’amore.
n. 12 – per sua natura la recita del rosario esige un ritmo tranquillo e quasi un indugio pensoso.
n. 29 – Enunciare il mistero, e magari avere l’opportunità di fissare contestualmente un’icona che lo raffiguri, è come aprire uno scenario su cui concentrare l’attenzione.

 

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